Se il bambino preferisce la mano sinistra

Sono finiti, per fortuna, i tempi in cui i bambini mancini venivano forzati a scrivere con la destra e tacciati di utilizzare “la mano del diavolo”. Oggi questi bimbi sono liberi di esprimersi come tutti gli altri, assecondando così il proprio naturale sviluppo psico-fisico. Eppure ci si chiede ancora quali siano le cause di tale fenomeno, che nella storia dell’umanità ha interessato geni come Leonardo da Vinci, Einstein e Picasso.

Che cos’è il mancinismo? Il nostro cervello è diviso in due emisferi: destro e sinistro. Il primo governa il lato sinistro del corpo, secondo il destro. Di solito è predominante quest’ultimo, mentre nei mancini prevale l’emisfero destro.

Mancini si nasce. Secondo Stefano Cappa, docente di neuropsicologia dell’università Vita San Raffaele di Milano, la causa del mancinismo è sostanzialmente genetica e si ripete nell’uomo attraverso i millenni sin dalla preistoria con la stessa percentuale: il 10 per cento della popolazione. Il mancinismo ha lo stesso valore, per esempio, degli occhi verdi: è una caratteristica biologica scritta nei nostri geni. Per questo è molto probabile che da due genitori mancini nasca un figlio mancino.

Quando si manifesta. Sempre secondo Cappa, nonostante le avvisaglie di una preferenza per una mano rispetto all’altra siano comprensibili già nei primi mesi di vita, il bambino affermerà con sicurezza il proprio mancinismo all’incirca intorno ai due anni. Prima di allora è importante stimolare il piccolo a usare indistintamente entrambe le mani.

Un consiglio è di collocare giochi e oggetti davanti a lui in posizione centrale, in modo da incoraggiarlo a scegliere autonomamente la mano da usare.

Piccoli disagi quotidiani. In una società pensata in funzione della mano destra è facile che, nelle varie fasi della crescita, i bambini mancini si trovino davanti a piccole difficoltà: dal far funzionare giocattoli e oggetti progettati per destri al tenere in mano le posate. Ma sono piccoli disagi che si possono superare con l’aiuto e il sostegno dei genitori.

Inoltre oggi ci sono in commercio tanti oggetti pensati appositamente per i piccoli mancini: cucchiai che curvano verso destra oppure, per i più grandicelli, coltelli seghettati che hanno l’affilatura sul lato destro e forbici da impugnare con la sinistra. L’importante è non forzare mai l’istinto naturale del bambino, che potrebbe risentirne sul piano psicologico.

L’aiuto dei grandi. I genitori devono rispettare l’attitudine del piccolo, comprenderne le difficoltà e cercare di risolverle con semplici accorgimenti: per esempio, mettersi davanti e non di lato per insegnargli a vestirsi o ad allacciarsi le stringhe (l’immagine speculare è più facile da copiare per un mancino) e, se va a scuola, verificare con la maestra che non abbia difficoltà a scrivere: potrebbe farsi ombra con la mano e scoraggiarsi per la semplice mancanza di luce, o “sbavare” il foglio passando con la mano sull’inchiostro ancora fresco.

Fonte

11/11/2018

 

Tutto quello che dovete sapere sui bambini mancini

Un bambino su dieci è mancino, una caratteristica che diventa definitiva verso i cinque-sei anni e le cui cause non sono ancora state chiarite dalla scienza

Circa il 10% della popolazione mondiale è mancina, una percentuale che si ripete nell’uomo da millenni sin dalla preistoria. Tuttavia, si sa ancora molto poco di questo fenomeno.

Di certo, è una caratteristica che deriva da una componente genetica, ma al momento non c’è una teoria univoca che spieghi il motivo per cui un bambino prende una penna con la mano sinistra.

 

Come capire se un bambino è mancino
Non c’è modo di prevedere se un bambino sarà mancino o destrimano. Verso i quattro anni, quando inizia ad approcciare l’attività grafica con una migliore abilità, si comincia a osservare una preferenza per una mano piuttosto che per l’altra.

«Si tratta però ancora di una fase sperimentale: è solo più tardi, tra i cinque e i sei anni, che si definisce una predominanza effettiva» spiega Silvia Mariani, terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) del Centro Medico Santagostino.

Per capire se un bimbo è mancino, dunque, bisogna osservarlo e fare attenzione ad alcuni dettagli, ad esempio quale mano predilige per giocare a palla o per prendere gli oggetti.

Tuttavia, si tratta di osservazioni che possono trarre in inganno perché «la percentuale di mancini “puri” (che cioè hanno occhio, mano, orecchio e piede sinistri dominanti) è solo del 3 per cento. È molto frequente che i mancini abbiano una lateralità crociata: ad esempio, utilizzano la mano destra per mangiare ma la sinistra per scrivere».

 

Test per mancini

Esistono delle prove di lateralità che possono provare a fare anche i genitori a casa per capire se i bambini siano mancini. «Si consiglia di effettuarli verso i sette anni, quando siamo certi che la lateralità sia ben formata».

  • Mano. Si osserva con quale mano scrive, svita un tappo, si pettina, si lava i denti, mette le monete nel salvadanaio o distribuisce le carte da gioco. Si può anche fare la prova dell’applauso, chiedendogli appunto di applaudire: la mano che mette sopra per compiere il gesto è generalmente quella dominante.
  • Occhio. Si fa la prova del mirino: si chiede al piccolo di guardare dal buco della serratura o nel un foro in una scatola, chiudendo un occhio. Quello che rimane aperto è l’occhio dominante.
  • Orecchio. Si chiede al piccolo di fingere di fare una telefonata o appoggiare l’orecchio alla porta per ascoltare un rumore e si vede quale dei due predilige.
  • Piede. Si mette il bambino in posizione eretta con i piedi vicini e gli si dà una piccola spinta in avanti. Il piede che si muoverà per primo per evitare la caduta è quello dominante. Si può verificare anche osservando con quale piede calcia la palla, o quale preferisce per infilarsi i pantaloni.

«Se tutti e quattro i distretti corporei preferiscono lo stesso lato, la lateralità si definisce omogenea. Altrimenti, sarà incrociata».

 

Caratteristiche dei bambini mancini

Ci sono tante credenze relative alle caratteristiche dei mancini: sarebbero più intelligenti, creativi ed empatici, perché governati dall’emisfero destro del cervello che avrebbe maggiori doti creative. «Si tratta di false convinzioni, che non trovano riscontro nella scienza. Semplicemente, i bambini mancini preferiscono utilizzare l’emilato sinistro del corpo».

Per questo, non esistono esercizi dedicati ai bambini mancini: «Possono avere qualche problema nella scrittura, perché andando con la penna da sinistra verso destra non vedono ciò che stanno scrivendo e passano sull’inchiostro fresco, con la possibilità di sporcarsi le dita e sbavare sul foglio. Si tratta però di problemi a cui si adattano con facilità e di cui sono praticamente inconsapevoli».

In alcuni casi, può essere utile utilizzare gli strumenti speciali realizzati appositamente per i mancini, come forbici, penne, matite e strumenti musicali. «Il consiglio è quello di comprarli solo se il bambino ha difficoltà a utilizzare gli oggetti standard. Nella maggior parte dei casi, infatti, i mancini si adattano spontaneamente».

 

Bambini mancini corretti
In passato, i mancini venivano corretti, con conseguenze anche gravi sul loro sviluppo: «si andava a modificare una predisposizione naturale rendendogli più difficoltosa la vita, soprattutto per quanto riguarda le attività grafiche e di scrittura».

Il fatto è che, essendo una minoranza, i mancini venivano visti con sospetto. Non a caso, il termine “sinistro” ancora oggi indica qualcosa di sbagliato, infausto e sfavorevole.

È anche una questione religiosa, nella Bibbia in riferimento al giorno del Giudizio universale è scritto: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo […] Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli».

I «giusti» dunque siederanno alla destra di Dio e gli «empi alla sinistra»; i primi erediteranno il regno, i secondi bruceranno tra le fiamme dell’inferno. Ecco perché fino a qualche decennio fa si riteneva che la mano sinistra fosse quella del diavolo e i mancini venivano corretti con metodi più o meno duri (ad esempio, l’ingessatura della mano) in modo da imporgli l’uso dell’altra mano.

Oggi invece si consiglia a mamme e papà di rispettare le attitudini dei piccoli, comprendendone le eventuali difficoltà e cercando di risolverle insieme.

 

Fonte

11/11/2018

 

 

Do outro lado do lápis: o desafio das crianças canhotas em um ‘mundo destro’

Pais e professores devem estar atentos para ajudar pequenos a se adaptar e nunca obrigá-los a ‘mudar de lado’

Natália Caplan

Os gêmeos Davi e Daniel têm 8 anos e, apesar de quase idênticos, apresentam uma diferença crucial: utilizam mãos diferentes nas atividades diárias. O primeiro faz parte de cerca de 10% da população mundial de canhotos. Porém, ainda não há um estudo definitivo sobre quantos existem ou os motivos para que tenham nascido “do contra”. Para a mãe da dupla, Samantha do Carmo, 37, a questão requer atenção redobrada.

“O Davi tem o hábito de usar o lado esquerdo para quase tudo, incluindo a perna. A questão da postura é preocupante, pois em mesas normais ele escreve, muitas vezes, em má posição ergonômica”, diz, ao ressaltar a principal dificuldade do filho. “A coordenação motora dele não é perfeita ainda; pela idade, está sendo trabalhada para adaptar-se melhor. Como mãe, acho estranho. Sempre temos a sensação que vai atrapalhar”, completa.

De acordo com ela, alguns itens escolares precisam ser específicos, como tesoura e carteira com apoio inverso para canhotos em sala de aula. Nos primeiros anos em sala de aula, o menino teve muita dificuldade no aprendizado da escrita e, até hoje, se esforça muito para trabalhar a caligrafia. Ele, inclusive, é o único da turma da terceira série (com 30 alunos) a não utilizar a mão direita para escrever, pintar ou desenhar.

“No início, foi preciso incentivá-lo muito. A letra era mal formada. Ainda hoje, não tem a mesma perfeição em comparação ao irmão gêmeo, que escreve com a mão direita e tem uma letra bem mais perfeita na caligrafia”, afirma, ao revelar o incômodo do filho com relação ao questionamento alheio. “Ele não reclama. Gosta assim. Mas se incomoda quando é motivo de perguntas dos colegas”, lembra.

Apesar da preocupação com Davi, a empresária nunca o forçou a tornar-se destro. Para quem não conhece um canhoto, isso pode soar estranho, porém, muitas são as histórias de crianças obrigadas a “trocar de mão” para atender a exigência de pais, avós e professores. “Não o incentivo a mudar. O pai dele foi canhoto na infância e a mãe, que era professora, não aceitava. O corrigiu na marra. Hoje, o pai dele é destro”, afirma Samantha.

 

Mitos e consequências

Para Lorena Araújo, 42, ter nascido canhota trouxe situações desagradáveis durante grande parte da infância. Criada em um lar religioso, ela não sabe precisar exatamente quando começou a escrever com a mão direita — considerada a correta pela mãe —, mas lembra de apanhar de colher de pau na mão até na hora de usar talheres.

“Minha mãe foi educada em um ambiente católico rígido. Minha avó era tão devota que acreditava na história da ‘mão errada’, ‘pecadora’, ‘imperfeita’ ou ‘demoníaca’. Tudo que era certo era direito e o estranho era pecado. Logo, minha mãe também apanhou por ser ‘diferente’ e mudou na base dos castigos”, diz.

A fisioterapeuta aponta, entre as principais conseqüências da mudança forçada, a caligrafia ruim e a dificuldade para alguns afazeres simples, como destrancar uma porta ou utilizar uma tesoura. O trauma psicológico também influenciou nas tentativas frustradas de voltar a ser canhota na idade adulta.

“Minha mãe e minha avó não tinham culpa. Foram educadas assim”, enfatiza, ao citar o estresse de viver em um ‘mundo destro’. “Se para um adulto é complicado, imagina uma criança que precisa se adaptar. A tentativa de mudar algo intrínseco da pessoa (conversão forçada) só vai ocasionar conflitos, mágoas e dificuldades”, alerta.

Escrever, pintar ou desenhar com a mão esquerda (canhotos) ou direita (destros) depende de qual lado do cérebro é o dominante. Destros têm o lado esquerdo dominante, que é o responsável pela racionalidade, lógica e matemática. Nos canhotos, o lado dominante é o direito, que é responsável pelas emoções, artes e imaginação. Há ainda os ambidestros, que têm habilidades com ambas as mãos. A preferência é definida aos seis anos de idade.

 

Como ajudar uma criança canhota

Deixe a criança livre para escolher seu lado favorito, evitando traumas, e avise na escola que ela tem preferência pelo lado esquerdo.

Trabalhe a autoestima. Mesmo que a criança seja incentivada a usar a mão com mais habilidade, às vezes quer “escrever com a mesma mão do papai e da mamãe, ou dos coleguinhas”.

Para ensinar algum movimento ao canhoto, o ideal é posicionar-se em frente e não ao lado. Assim, ele terá facilidade em espelhar o movimento e não imitará o destro.

Oriente a criança a apoiar a mão. Quando o destro escreve, ‘puxa’ o lápis. O canhoto ‘empurra’ o lápis e apoia a mão em formato de gancho para ver o que estão escrevendo.

Adquira produtos especiais. Tesouras são itens particularmente difíceis para os canhotos. Quando um destro recorta, faz força juntando os dois lados da tesoura. Se um canhoto fizer o mesmo movimento, o papel será apenas “mastigado”.

Para uma boa visualização, o canhoto tenderá a fazer letras ao contrário, escrevendo em espelho. Nunca se zangue por isto. Coloque sinais no canto superior esquerdo da página para relembrá-lo onde deve começar a escrever.

 

Destaque

Entre os canhotos famosos podemos citar: o cantor Paul McCartney; os atores Charlie Chaplin, Whoopi Goldberg, Diane Keaton, Bruce Willis, Tom Cruise e Demi Moore; o físico Albert Einstein; e os artistas Michaelangelo, Pablo Picasso e Leonardo da Vinci.

Fonte: https://www.acritica.com/channels/cotidiano/news/do-outro-lado-do-lapis-o-desafio-das-criancas-canhotas-em-um-mundo-destro

12/10/2018